La cara zia Jane

Romina Angelici stavolta scava nelle lettere di JA per raccontarci il rapporto con i nipoti e le nipoti.

La famiglia Austen non difettava di discendenti: dal 1793 (nascita di Fanny, figlia di Edward) al 1817 (l’anno della morte di JA e della nascita di Elizabeth, figlia di Frank) ne nacquero venticinque da quattro degli otto figli del rev. Austen e della moglie Cassandra Leigh: James. Edward, Frank e Charles (George, Cassandra e Jane non si sposarono, e Henry si sposò due volte ma non ebbe figli).

I nipoti
I nipoti

Quasi tutti sono citati da JA, e quattro di loro (i tre figli di James – Anna, James Edward e Caroline – e la primogenita di Edward, Fanny) sono anche destinatari di alcune lettere, oltre a un biglietto scherzoso del gennaio 1817 (con parole scritte al contrario) indirizzato a una delle figlie di Charles, Cassandra Esten, che all’epoca aveva poco più di otto anni.
Le notizie o i riferimenti alle due nipoti più grandi, Fanny e Anna (nate entrambe nel 1793) dimostrano sia come fossero diventati abbastanza grandi da fornire materia di interesse e conversazione tra le due zie, sia come lo stesso atteggiamento di Jane verso di loro stesse cambiando: premuroso e complice allo stesso tempo, affettuoso e obiettivo, da “Zia”.

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Una nuova pagina: JA Study Guide

Un’immagine della Bodleian Library, da bodley.ox.ac.uk

Oggi presentiamo una nuova pagina di jasit.it: è una “guida allo studio” dedicata a tutti coloro che, come noi, sono così appassionati dell’opera e della biografia di Jane Austen da desiderare di saperne sempre di più. Anche gli studenti (di tutte le età e di tutti i livelli scolastici – dalle scuole superiori all’università) potranno beneficiare delle informazioni contenute in questa pagina; potranno consultarla infatti come una “bibliografia ragionata” nella quale trovare tanti testi da consultare, da leggere e da citare per approfondire la loro conoscenza della nostra autrice e per poter poi scrivere eventuali elaborati, tesine o tesi di laurea. Speriamo davvero che possa esservi utile!

Per accedere alla pagina, cliccate su https://www.jasit.it/jane-austen-study-guide/

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Fratelli e sorelle

Il nostro recente post “Sorelle nel romanzo e nella realtà” ci ha fatto ripensare a quale importanza rivestano, nella biografia e nelle storie di Jane Austen, i rapporti tra fratelli e sorelle.

Le lettere di Austen che sono giunte fino a noi sono la principale testimonianza della forza del legame esistente tra l’autrice e la sorella maggiore Cassandra (uniche due femmine nella numerosa prole di Mr e Mrs Austen); il ruolo di Cassandra è quasi quello di uno specchio sul quale si riflettono i pensieri di Jane, ovvero quelle sue immediate “prime impressioni” del tutto libere dai normali ripensamenti generati dalla necessità della scrittura narrativa. Grazie alle lettere possiamo percepire la straordinaria portata dell’ironia di Jane, ma possiamo anche indulgere nella tenerezza di certe sue manifestazioni di rimpianto, o ci viene data la possibilità di interpretare talune ambiguità delle sue opinioni e dei suoi ricordi.

Jane e Cassandra Austen nel film Becoming Jane

Non sorprende, di conseguenza, che i protagonisti dei sei romanzi canonici siano sempre rappresentati, nel bene e nel male, in affinità, in paragone o in conflitto con i loro fratelli o le loro sorelle. Se i più celebri esempi di tale raffigurazione sono senz’altro Jane e Elizabeth Bennet (Orgoglio e pregiudizio) e Elinor e Marianne Dashwood (Ragione e sentimento), sulle quali si sono espressi, come visto anche nel post citato in precedenza, commenti e elucubrazioni relativi ad una possibile immedesimazione dell’autrice con le sue creature, molto interessanti sono, a nostro avviso, anche altri rapporti di fraternità e sorellanza, forse considerati con minore frequenza.

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Tom Lefroy e Jane Austen

tomjanecopspenceIl breve flirt che vide protagonisti Jane Austen e Tom Lefroy durante le feste di Natale e fine anno del 1795-96 ha sempre solleticato la fantasia dei lettori austeniani, con un picco a seguito dell’uscita, nel 2007, del film Becoming Jane, ispirato liberamente a una biografia con lo stesso titolo di Jon Spence (Becoming Jane Austen, Continuum, London-New York, 2003) dove l’autore cerca, in modo un po’ spericolato, di riconsiderare le vicende dei romanzi di JA seguendo proprio il filo rosso di questo amore giovanile, unito ad altre vicende biografiche della scrittrice.

È innegabile che i romanzi austeniani siano stati influenzati dalla vita e dell’ambiente sociale dell’autrice; ce lo dice lei stessa, in due famose citazioni tratte da lettere alla nipote Anna, che le aveva mandato un suo romanzo per avere dei consigli dalla zia scrittrice:

E riteniamo che faresti meglio a non lasciare l’Inghilterra. Lascia che i Portman vadano in Irlanda, ma dato che tu non sai nulla delle Usanze di laggiù, faresti meglio a non andare con loro. Correresti il pericolo di fare descrizioni inesatte. Resta fedele a Bath e ai Forrester. Là sarai a casa tua.
(Lettera 104 del 10-18 agosto 1814)

Ora stai radunando i tuoi Personaggi in modo delizioso, mettendoli esattamente in un posto che è la delizia della mia vita; – 3 o 4 Famiglie in un Villaggio di Campagna è la cosa migliore per lavorarci su.
(Lettera 107 del 9-18 settembre 1814)

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Sorelle nel romanzo e nella realtà

Traduciamo per voi un articolo apparso sul Telegraph dello scorso 28 maggio. Si tratta di un estratto dal volume The real Jane Austen, di Paula Byrne
(http://www.telegraph.co.uk/culture/hay-festival/10082435/Hay-Festival-2013-The-real-Jane-Austen.html):

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Jane Austen è stata una dei primi romanzieri a scrivere a proposito di coppie di sorelle. In Ragione e sentimento (1811) e in Orgoglio e pregiudizio (1813), ci troviamo a cospetto di sorelle il cui rapporto reciproco ha lo stesso valore ai fini della storia di quanto ne abbia il loro interesse nelle relazioni amorose. I lettori sono stati dunque tentati di tracciare dei parallelismi tra le sorelle dei romanzi e le sorelle Austen.

Le sorelle Bennet nella versione di Orgoglio e Pregiudizio di Joe Wright (2005)

Sono sempre le sorelle minori, come Elizabeth Bennet e Marianne Dashwood, ad essere descritte come coloro che dicono cose scioccanti alle loro sorelle maggiori, provocando sia la loro indignazione che le loro risate. Di questo stesso tenore appaiono le lettere di Jane a Cassandra. Contemporaneamente, le sorelle maggiori, di ottime maniere e più prudenti, sono state paragonate a Cassandra stessa. Non è forse Elinor Dashwood appassionata di disegno, come Cassandra? E la più giovane e burrascosa Marianne Dashwood di Ragione e sentimento non condivide con la sua creatrice l’amore per la musica e i romanzi?

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Livorno e i Lefroy

I vecchi cimiteri sono sempre luoghi molto piacevoli. In genere sono ovviamente molto silenziosi (a meno che non siano a ridosso di qualche strada trafficata) e, altrettanto ovviamente, pieni di storie interessanti che hanno il pregio di essere evocate con le poche parole di una lapide, quasi mai sincere ma spesso rivelatrici.

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L’antico cimitero degli inglesi di Livorno (nato nel 1644, e quindi il più antico di questo genere in Italia) non fa eccezione. Si trova in pieno centro, vicino a via Verdi, e la sua storia, insieme a un’accurata ricostruzione delle vicende che lo hanno riguardato nel corso di più di tre secoli e mezzo, si può leggere in un libro pubblicato di recente: Un archivio di pietra: l’antico cimitero degli inglesi di Livorno, a cura di Matteo Giunti e Giacomo Lorenzini, Pacini Editore, Pisa, 2013.

Oltre all’interesse per un luogo storico e poco conosciuto, il cimitero ha anche, per un austeniano, un’attrattiva in più per un particolare che lo lega, sia pure indirettamente, a Jane Austen. Nel cimitero, infatti, ci sono cinque sepolture riconducibile alle famiglie Lefroy e Langlois, ovvero ai parenti prossimi di quel Tom Lefroy che fu il primo flirt conosciuto della scrittrice inglese.

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